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Museo Tattile

 

Dagherrotipista non identificato - Roma. Tempio di Saturno al Foro Romano, 1845, MSFFA

Brogi - Capri. Faraglioni, 1900, MSFFALa Regione Toscana, con la propria Stamperia Braille di Firenze, ha accettato di collaborare con la F.lli Alinari Fondazione per l’allestimento di un percorso specializzato all’interno del Museo Nazionale Alinari della Fotografia per consentire di rendere la mostra accessibile anche ai disabili della vista oltre che ai disabili motori.
Il percorso, che prevede la trasposizione a rilievo di alcune delle fotografie esposte all’interno del Museo, consente ai visitatori non vedenti non solo di comprendere e seguire le principali fasi della storia della fotografia, ma anche e soprattutto di conoscere realmente, attraverso il tatto, alcune delle più significative immagini esposte e il “punto di vista” del fotografo-autore.

La sezione dedicata alle tavole tattili potrà essere visitata  anche da chi problemi di vista non ha e potrà così essere coinvolto in una nuova percezione emotiva, abbandonandosi ad una forma di conoscenza inusuale ma affascinante e ricca di sensazioni inedite e soprattutto potrà  meglio comprendere le problematiche dei non vedenti.Fotografo di Life Magazine- Venezia. Peggy Guggenheim, 1965, MSFFA, collezione Favrod
La Stamperia Braille, operativa dall’inizio del secolo scorso e passata alla Regione Toscana nel 1979, è specializzata nella produzione di libri in braille e con immagini in rilievo per consentire un reale inserimento culturale dei non vedenti.
ROBERTSON & BEATO Egitto. Piramidi, 1860, stampa all’albumina, MSFFA, collezione MalandriniSono state scelte 20 delle opere esposte nel Museo, significative nel percorso storico della fotografia, sia per il tipo di immagine che per le tecnologie e dalla Stamperia Braille sono state riprodotte a rilievo utilizzando dimensioni e materiali percepibili dalla lettura con le mani e che fossero in qualche modo fedeli al “punto di vista” dell’autore. Un esempio fra tutti è l’immagine scattata dallo Stabilimento Giacomo Brogi, dei Faraglioni di Capri, fotografia di grande formato in cui la materialità delle rocce scavate dal mare è prevalente e sottolineata anche dalle estese dimensioni. L’emozione che suggerisce la fotografia originale è tutta impostata sul contrasto tra la terra, corposa, concreta e il mare calmo: nella versione tattile le rocce sono state realizzate con scorze di pino, che trasmettono il senso dell’erosione, della scabrosità della superficie, del calore rispetto al liscio del mare, freddo anche sotto il tocco delle mani perché realizzato con materiale di alluminio ricoperto in carta velina.

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